Opificio della Grada

Opificio della Grada

Le prime notizie certe si hanno nel 1680, anno in cui …”si richiede di costruire un edificio che si farebbe nel pezzo di Ponente sopra il Canale di Reno, che rimane isolato di qua dal ponte della strada alla Grata di Reno”.

La costruzione avvenne poi successivamente, tra il 1681 e il 1683 con funzione di pellacaneria.
Svariate volte l’Opificio cambiò di mano fino al giugno del 1791 quando il Corpo degli Interessati del Canale di Reno (ora Consorzio Chiusa di Casalecchio e attuale proprietario) ne prese possesso.
Numerosi i rifacimenti interni sia per motivi di lavorazione che per allargamenti o ricostruzioni causa incendi.
Verso la metà del XIX secolo la crisi del settore conciario determina l’abbandono di tale attività per lasciare il posto ad altre più redditizie; nel 1854 si ha notizia di un mulino da grano, nel 1860 si propone uno stabilimento per bagni pubblici nei periodi estivi e lavanderia nei periodi invernali: particolare fu la notizia che nel 1895 ci furono disordini a causa dei numerosi bagnanti.
Nel periodo 1867 – 1878 l’edificio prende forma nelle dimensioni attuali e nel 1870 viene introdotta l’illuminazione a gas.
Risale al 1899 la richiesta dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di avere alcuni locali al piano terra e a quello interrato ove installare la propria centrale elettrica con tre turbine per alimentare le sale a raggi X; le turbine funzionarono fino al 1926 e quattro anni dopo vennero smantellate.
Una segnalazione merita la decorazione che campeggiava sulla parete nord: “Angelo Maccaferri”, così era pubblicizzato, e si riferiva alla omonima officina che risiedeva agli inizi del 1900 in alcune sale e che cooperava attivamente con il Consorzio costruendo i suoi famosi Gabbioni detti anche Burghe che ebbero il primo massiccio impiego sul Fiume Reno a Casalecchio dopo la rotta avvenuta nell’ottobre 1893.

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