Bologna sotterranea: Itinerario Militare

Bologna sotterranea: Itinerario Militare

L’attività in autonomia o cosiddetta “senza guida” proponibile da BWA, nella sezione storico-culturale e all’interno di sotterranei in assenza di acqua, può annoverare una serie di siti, che testimoniano la vita cittadina di varie epoche e di diversificati contesti storici e culturali, interessando gli ambiti religioso, militare e civile. E’ opportuno ricordare che il materiale a supporto di questi percorsi deve essere necessario, ma non sufficiente, in modo da dare stimoli ad una visita più ricca ed accurata, condotta dalle guide. Nella fattispecie, si darà indicazione che l’intera serie di siti si può visitare in autonomia in un lasso di tempo contenuto (anche solo in una giornata), ma che alla visita guidata di ogni sito occorre dedicare almeno due ore, intervallandole con adeguate soste rifocillanti, a base di acqua ed altro.

Itinerario Militare (2 tappe)

L’ipogeo bolognese di natura militare (i rifugi anti aerei) sarebbe ricchissimo: fino dagli anni Trenta del Novecento si iniziarono a costruire ripari sotterranei atti a proteggere la popolazione da attacchi aerei e durante il secondo conflitto mondiale se ne contavano un migliaio. Attualmente ne sono stati accuratamente censiti circa 150, tuttavia la maggioranza delle proprietà private, in quanto tali, e la gestione di quelle pubbliche, sempre in difficoltà a permetterne l’accesso, rende la visita in autonomia di non semplice realizzabilità. Si propongono un paio di esempi, comunque estremamente rappresentativi, di cui verrà procurato preventivamente l’abbrivo di accesso con gli attuali gestori/proprietari.

1. Villa Benni – Durante l’ultima guerra mondiale, la villa venne occupata da uno dei comandi tedeschi del XIV corpo d’armata, e nel 1944 venne costruito il ricovero sotterraneo, ad uso esclusivo degli ufficiali, utilizzando probabilmente parte di un’antica ghiacciaia. Ad oggi è sicuramente il più bello ed il meglio conservato di Bologna.

2. Montagnola – Denominato “Ettore Muti”, questo rifugio, che si sviluppava sotto la collina formata dai detriti delle varie distruzioni delle rocche, venne costruito utilizzando parte dei locali e delle ghiacciaie della rocca di Galliera ed era in grado di dare rifugio a 3.000 persone. Attualmente è visibile solo il primo dei tre lotti di progetto, precisamente nei locali che ospitano il garage pubblico del “Pincio”.