Canale Savena

Canale Savena

Dalla Chiusa di S.Ruffillo, si diparte dal Savena la canaletta che dopo circa 4 chilometri incontra la Chiesa della Misericordia presso Porta Castiglione. Da qui inizia il tratto cittadino che attraversa la città con un percorso di altri due chilometri per il ramo principale. Il flusso dell’acqua è modesto in quanto la portata massima teorica è di due metri cubi al secondo, cioè un decimo del Canale di Reno. Il percorso è quasi interamente tombato e corre tra argini costruiti in mattoni. Ecco uno schema delle numerose diramazioni che subisce la Canaletta: ancora fuori Porta S.Stefano, nei pressi dei Giardini Margherita incrocia un rio e la Fossa Cavallina che sorpassa entrambi sopra un ponte dove è sistemata la camera di manovra per l’apertura del collegamento tra la Canaletta e il corso sottostante. Poco oltre si diramano due modeste Chiaviche. Il ramo principale entra nei Giardini Margherita alimentando il laghetto; poco oltre, presso Porta Castiglione, vi erano altre diramazioni di Chiaviche minori che costeggiando le mura entravano in città oltre il Serraglio dell’Aposa (che scavalcavano su un ponte) a servizio dei conventi di S.Agnese, S.Francesco e S.Domenico. Il ramo primario entrava ed entra tutt’ora da Porta Castiglione e poco oltre si biforca. Chiaviche secondarie scendono per Via Castiglione, mentre il ramo maggiore, che scendeva un tempo per Via Rialto, scende ora a lato di Via Cartolerie prendendo il nome di “Fiaccalcollo” . Questa parola significava “salto precipitoso” o “a rotta di collo” e infatti in quel punto si trovava un forte dislivello che originava una cascata dal corso impetuoso e se uno ci cascava dentro si poteva “rompere il collo” (anche quella del Cavaticcio fu per un certo periodo chiamata col medesimo nome). In fondo a Via Rialto il Canale scende per Via Guerrazzi, P.zza Aldrovandi, Via Giuseppe Petroni, Via Castagnoli, dove può confluire nell’Aposa , non senza aver dato vita ad altre Chiaviche tra S.Donato e il Borgo di S.Pietro immettendosi nel Savena abbandonato fuori Porta Mascarella all’altezza del Molino del Gomito.