Amici delle Acque e dei Sotterranei di Bologna

Amici delle Acque e dei Sotterranei di Bologna
La “storia” dell’Associazione parte da lontano, ossia più di cinquant’anni fa, allorquando uno dei suoi fondatori, Antonio de Capoa, che  era un bambino di pochi anni, fu affascinato dal canale di Savena che all’epoca scorreva all’aperto nei dintorni di una via collinare, via Siepelunga, per poi sparire per dei tratti, inghiottito dalle coperture stradali, per poi ricomparire all’altezza dei Giardini Margherita, e sparire di nuovo.
Sempre ai Giardini Margherita, scorreva all’aperto un rio, denominato la Fossa Cavallina, che all’altezza del campo solare (dove oggi è stato realizzato uno stagno) entrava in un  tunnel.
Questi tunnel – che apparivano agli occhi di un bambino come luoghi  particolarmente misteriosi – uniti al fascino naturale dello scorrere dell’acqua,  esercitarono su di lui una attrazione incredibile, che lo portarono a ricercare se nella Città  di Bologna esistevano altri luoghi altrettanto misteriosi.
Questo bambino, con la propria bicicletta (erano altri tempi) cominciò ad esplorare i luoghi della Città, domandando alle persone se esistevano dei canali, e pian piano apprese dell’esistenza dei porti (il canale di via del Porto era ancora in parte scoperto) del Canale delle Moline, e così via.
Da lì iniziò una ricerca che prosegue tuttora, con lo stesso entusiasmo, e che frutta sempre la scoperta di nuovi luoghi; è degli inizi del 2015 la scoperta di un tunnel antichissimo  che dalla Chiesa  della SS. Annunziata dovrebbe portare a San Michele in Bosco, tunnel di cui si supponeva l’esistenza da numerosi anni.
Nella seconda metà degli anni ’90, si cementò una amicizia tra un gruppetto di persone, unite dalla comune passione e conoscenza del complesso sistema idraulico bolognese, che originò poi la nascita della Associazione: ci si riferisce a Fabio Marchi (direttore del Consorzio della Chiusa del Reno), al compianto Lamberto Locchi (che era un funzionario del Consorzio Reno Palata) e ad Antonio de Capoa.
Via via si aggiunsero a questo gruppetto altri appassionati, accomunati dal progetto di riscoprire e far conoscere la bellezza di queste che possono essere definite legittimamente “architetture urbane sotterranee”. L’originalità della Associazione, che perdura tutt’oggi, è che si occupa sia dei sotterranei non idraulici che delle vie d’acqua, siano esse sotterranee o meno, e questa duplice attenzione costituisce ancora oggi un fenomeno raro.